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Il mio mondo è morto

Scrivere della prigione in cui mi sono trovata è dilaniante, ma anche liberatorio.

Per spiegare come stanno davvero le cose, dovrei scrivere che ci sono ancora dentro, dovrei scrivere come mi sono sentita stamattina, ma toccherei un fondo senza risalita. Perciò mi esprimo al passato.

 

Il passato.

 

Dopo tante prigioni create da me e dalle circostanze, dopo anni passati alla costrizione e a un dolore costante, come potevo non finire nel buio?

Come potevo passarla liscia, uscirne indenne, senza prima guardare in faccia il nemico?

 

Il buio questa volta mi ha immobilizzato davvero...d'altra parte se c'è uno spiraglio di luce, non si riesce a guardare in faccia l'oscurità.

La luce c'è, ma quando si cade e si tocca il fondo non la si nota.

 

------------- Mi fermo, riprenderò a scrivere ---------------

 

Quando la morsa della depressione non ti lascia scampo, è difficile trovare un senso anche alla cosa più bella che può capitare.

" Su dai! Tirati su il morale, sei una persona fortunata! "

 

Non  funziona così, non si tratta solo di morale a terra.

Non è solo tristezza, è panico e angoscia perchè ci si sente imprigionati in un mondo oscuro.

Non oscuro nel senso metaforico, fisicamente e letteralmente oscuro, buio.

 La vista si offusca, tutto diventa più grigio, la realtà non è più quella che si conosce.

E non si può tornare alla luce a comando.

 

E poi arriva una consapevolezza: ogni singola cosa che vedo con i miei occhi è come morta.

 

 Niente ha più senso, e il senso è talmente assente da provocarmi il panico.

E' tutto inutile, spento, come quello che ho fatto io fino a quel momento e come quello che forse mi aspetta.

Non ci sono più emozioni, sono incatenata nella piattezza.

Voglio solo piangere ma non posso, e quando posso non riesco.

E mi accordo con dolore che il mio mondo esterno, quello che sto vedendo, riflette il mio mondo interiore...

Il mio mondo è morto, almeno per un po', e anche io sono morta dentro.

 

" Cosa faccio appena entro dalla porta di casa? E se trovo qualcosa da fare, che senso ha?

Perchè sto mangiando se non trovo un senso alla mattina che arriverà? "

 

E si fa strada una sola parola: APATIA.

 

 " Io sono inutile, tutto quello che ho è inutile, tutto quello che faccio non serve a niente, ma che senso ha, perchè le persone vanno avanti, non è casa mia, non sono più al sicuro, non mi sento più nel mio mondo, voglio solo andare a dormire, sono un fallimento, vi prego non fatemi entrare a casa"

 

 

" Ma si guarisce prima o poi?

Ma posso uscirne? Passerà? "

 

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 15/09/2021

 

Non do il merito a qualcosa di esterno, come delle gocce, alla mia felicità.

Sto bene grazie a quello che ho fatto per me stessa, grazie ai miei sforzi, alla mia fatica e anche grazie ad alcune persone.

Smettere di odiarmi, smettere di essere felice se il mio corpo viene punito con i problemi della pelle, è stato importante per me.

Quando si sta così male è difficile anche semplicemente leggere una sola riga di una pagina o immaginare di fare un respiro di luce, ma si deve fare lo stesso. Altrimenti da lì non ci si smuove.

Non posso sapere se il buio domani tornerà ancora, ma l'importante è fare il possibile per mantenersi nella luce.

 

 

Se in questo momento qualcuno di voi si sta trovando in questo stato di vita, sappiate che potete farcela.

Scrivetemi e facciamo due parole, quelle servono sempre.

 

 

 

 

 

 

 

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